Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo“.

Queste furono le parole pronunciate da
Giorgio Muggiani, il 9 marzo 1908, con le quali diede vita ad uno dei più importanti club della storia del calcio.
Ma se c’è una cosa che rende davvero speciale la Beneamata, al di là dei traguardi raggiunti e dei trofei conquistati a livello nazionale ed internazionale, quella è la tifoseria. Non a caso i sostenitori nerazzurri si sono fregiati del titolo di “Migliori tifosi d’Italia“. E a dargli questo riconoscimento sono gli inequivocabili numeri, da capogiro, di presenze allo stadio. L’affluenza media dei tifosi nerazzurri è infatti più di 45.000 tifosi a partita: molto distante da quella dei cugini dell’altra sponda milanese ritrovatisi al quarto posto con poco meno di 38.000 tifosi.
Tifosi, quelli interisti, che danno cuore e anima ai colori societari ed alla storia, gloriosa, del loro club, ma che pretendono rispetto della maglia anche chi, quei colori, li indossa in campo. Significativa è la contestazione, ad inizio stagione, nei confronti del pessimo stato di forma dei ragazzi di Frank De Boer nelle partite precedenti all’impegno di Europa League contro lo Sparta Praga, dove, dopo 4 sconfitte in 5 partite, dovettero subire un’altra umiliante sconfitta.

Contestazione della Curva Nord (foto dal Web)

Tifosi che, comunque, nonostante tutto, anche quando l’Inter era ormai matematicamente fuori dalla fase finale di Europa League, hanno, con onore, sostenuto la squadra nelle ultime partite contro il Beer Sheva e, nuovamente, lo Sparta Praga.

Ma in diversi casi, in questa stagione, i tifosi interisti hanno avuto comportamenti che poco hanno a che fare con la sportività che li contraddistingue e che, al contrario, sfociano in comportamenti poco etici.

Uno degli episodi suddetti ha avuto luogo durante lo scontro di campionato, giocato a San Siro, tra Inter e Roma. Un gruppo di ultras interisti, infatti, si erano allontanati dal loro luogo di ritrovo (piazzale Angelo Moratti) per dirigersi verso Via Tesio, dove vi erano un gruppo di tifosi giallorossi, con l’ntento di dare inizio ad una scontro violento con i sostenitori capitolini. Il tempestivo intervento delle autorità, però, è riuscito ad evitare il peggio. Questo non è bastato però al questore di Milano, Marcello Cardona, il quale ha emesso quattordici provvedimenti Daspo, tutti con obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, nei confronti dei 14 tifosi protagonisti dello spiacevole episodio.

Questo è forse uno degli episodi che hanno macchiato la Nord interista e che hanno messo in cattiva luce quello che è il vero significato di interismo.

Interismo che è sinonimo di rispetto, educazione, nobiltà e cortesia.
È avere la capacità di rialzarsi sempre e comunque.
Chiunque inneggi alla violenza nei confronti dell’avversario, anche solo col pensiero, non può essere considerato un tifoso nerazzurro.
E non merita di tifare per quei colori.
Perché nel calcio, così come in ogni altro sport, gli avversari si battono in campo.
Ma fuori dal rettangolo di gioco si è tutti fratelli.

Antonio Campana 

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