“Addio, addio, amici addio, noi ci dobbiamo lasciare…“ potrebbe proprio essere “La canzone dell’arrivederci” intonata dall’orso Bear nella grande Casa Blu la perfetta colonna sonora per la stagione di Pescara, Palermo ed Empoli, che, retrocedendo in Serie B, salutano la massima serie almeno per il prossimo anno.

Sì, avete letto bene, Pescara, Palermo ed EMPOLI, perché incredibilmente il Crotone riesce a restare in Serie A, al di là di tutti i pronostici, rimasto tra le tre peggiori del campionato fino all’ultima giornata, in un perenne stato di oscillazione tra il cadere nel baratro profondo della retrocessione e il raggiungere la tanto agognata luce di salvezza in fondo al tunnel!

Ma andiamo per ordine e analizziamo insieme il percorso, evolutivo o involutivo, di queste “ultime della classe”, protagoniste in negativo di questa stagione 2016/2017.

Crotone ed Empoli

La storia di Crotone ed Empoli, soprattutto nella parte finale del campionato, assume i tratti romanzeschi ed imprevedibili di una soap opera televisiva, una soap opera che sembra sempre rimandare il verdetto finale alla puntat…, ehm volevo dire, alla giornata successiva.

Da una parte abbiamo il miracolo dei ragazzi di Davide Nicola, che realizzano qualcosa di impossibile: gli “Squali” calabresi, infatti, collezionano soltanto 9 punti nella prima parte di questa stagione, con un sentenza matematica che sembra ormai certa dopo appena 20 giornate alle spalle; qualcosa però cambia inspiegabilmente nel girone di ritorno, in particolare dalla 30’ giornata, con una vittoria sul Chievo, forse più casuale che meritata. Da qui i successi continuano ad arrivare fino ad un totale di 20 punti conquistati nelle ultime 9 giornate di campionato (2 in più rispetto alla Juventus!).

Dall’altra parte, invece, abbiamo il suicidio calcistico dell’Empoli, che, nonostante l’ampio divario dal Crotone ottenuto nella prima parte del campionato, riesce comunque a farsi raggiungere e a condannarsi masochisticamente da solo: infatti, con la sconfitta per 2 a 1 contro il Palermo, maturata proprio nell’ultima giornata, la squadra toscana finisce in terz’ultima posizione con tutte le conseguenze che ne derivano, donando generosamente la salvezza alla sua diretta rivale e candidandosi così tra le favorite per il prossimo premio “Bontà notte di Natale”.

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Palermo e Pescara

Le stagioni del Palermo e del Pescara possono benissimo riassumersi nella figura di una coppia di innamorati che passeggia a braccetto in centro: durante questo campionato il Palermo raccoglie un totale di 26 punti, assicurandosi la retrocessione matematica il 7 Maggio (2017), dopo aver pareggiato 1 a 1 contro il Chievo; il Pescara, invece, con i suoi 18 punti complessivi, si aggiudica il ritorno in serie cadetta il 24 aprile (2017), con cinque turni d’anticipo, dopo aver perso contro la Roma per 1 a 4 in casa.

Per dovere di cronaca è inoltre giusto notificare che la società del Palermo quest’anno, oltre a cambiare ben cinque allenatori (Davide Ballardini, Roberto De Zerbi, Eugenio Corini, Diego Luis López e Diego Bortoluzzi), cambia anche proprietà, passando nelle mani dell’italoamericano Paul Baccaglini, del gruppo Integritas Capital, mettendo così la parola “fine” all’era di Maurizio Zamparini, dopo ben 15 anni di storica presidenza; per quanto riguarda i cambiamenti operati dalla squadra abruzzese, invece, si registra soltanto un passaggio di panchina da Massimo Oddo, artefice della precedente promozione in Serie A dei “Delfini”, al sempre ridente bosniaco Zdeněk Zeman, ufficializzato il 17 febbraio (2017).

Nonostante le disastrose annate delle due squadre, però, Palermo e Pescara atterrano in Serie B con un “paracadute” di 25 e 10 milioni rispettivamente, in base al numero di anni passati in massima serie (altri 25 all’Empoli), un bonus previsto dalla Lega di Serie A per rendere meno amara la spiacevole retrocessione.

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E intanto, tra stagioni buttate alle ortiche, cambi di società e panchine, tesoretti consolatori e lacrime di rimpianti o rimorsi, c’è l’allenatore Davide Nicola, che si gode un viaggio in bicicletta da Crotone a Torino, sua città natale, in onore di un voto fatto, in caso di salvezza raggiunta dalla sua squadra: riuscirà il nostro eroe a compiere anche questo miracolo, un miracolo che in questa occasione non ha più come fine 34 punti da conquistare, bensì 1292 km da coprire? Coming soon, stay tuned!

Tartaglione Marco

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