Sono in molte le indiscrezioni provenienti dai media statunitensi di un possibile raffreddamento dei rapporti tra il Presidente americano e suo genero, suo primo collaboratore. Si parla di una degenerazione iniziata con il licenziamento del direttore dell’Fbi, James B. Comey, continuata con l’insistenza di Jared nel far licenziare alcuni uomini vicini a Trump e aggravata con l’ampliamento delle indagini del “Russiagate” anche allo stesso Jared Kushner

Trump perde pezzi. O meglio, continua a perdere pezzi.

Dopo James Comey e Michael Flynn, rispettivamente ex capo dell’Fbi e ex Responsabile per la Sicurezza Nazionale, l’uno licenziato e l’altro dimessosi, sembra che l’entourage del tycoon americano stia per subire nuovi cambiamenti.

A parlarne è la stampa statunitense che sostiene l’ipotesi di un forte conflitto tra Donald Trump e Jared Kushner, senior advisor del Presidente nonché suo genero in quanto marito di Ivanka.

In particolare, i due sarebbero “ai ferri corti” a causa delle indagini che l’Fbi sta conducendo sul “Russiagate” dove anche il marito di Ivanka sarebbe indagato e dovrebbe essere ascoltato dagli inquirenti in quanto uomo informato sui fatti. Jared avrebbe addirittura tentato lui stesso di aprire un canale di comunicazione riservato tra gli Stati Uniti e la Russia, a conferma della forte influenza che il governo del Cremlino avrebbe avuto sulle elezioni americane (addirittura elargendo finanziamenti) per favorire la vittoria, inaspettata, di Donald Trump al fine di evitare la presidenza Clinton non gradita a Vladimir Putin.

Il “Russiagate”, infatti, non sta investendo solo il Presidente ma molti dei suoi collaboratori, alcuni dei quali sono tali proprio perché vicini al governo russo.

Quanto detto dai giornali americani però è stato categoricamente smentito da Donald Trump che, dopo aver elogiato già in passato il suo principale collaboratore, in una nota inviata al “New York Times” ha affermato che Jared ‹‹è rispettato praticamente da tutti e sta lavorando a programmi che faranno risparmiare al nostro Paese miliardi di dollari. Inoltre, e forse ancora più importante, egli è davvero una gran brava persona››.

Nemmeno queste affermazioni convincono però perché in molti si sono accorti della mancanza di Jared Kushner al G7 di Taormina, tornato negli Stati Uniti dopo la “tournée” in Medio Oriente al seguito di Donald Trump. Che proprio in quei giorni i due abbiano litigato compromettendo il loro rapporto?

O che che Jared abbia dato retta a Jonathan Karl, corrispondente dell’ABC alla Casa Bianca che, intervistato dal programma “This Week”, dopo aver sottolineato come Jared sia il primo uomo del Presidente americano ha reso pubbliche le osservazioni di gente vicina a Trump ‹‹che dice apertamente che è troppo: è arrivato il momento che Jared faccia un passo indietro, magari si prenda un periodo di assenza dalla Casa Bianca››?

Per ora non ci è dato saperlo, ma quel che è certo è che attorno al neopresidente non si respira un’aria leggera, tanto che gli stessi colleghi del Partito Repubblicano hanno avuto modo di sollevare dissensi e malumori sulla vicenda giudiziaria che sta minando la stabilità del nuovo governo, prospettandosi addirittura una remota possibilità di impeachment.

Lorenzo Maria Lucarelli

 

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