Ieri mattina la Guardia di Finanza, su mandato della Procura di Roma, ha sequestrato due polizze vita del valore di un milione di euro all’ex presidente della camera Gianfranco Fini.

Come rivelò a febbraio L’Espresso, Fini è sotto inchiesta per complicità nel riciclaggio di denaro. Un tesoro di circa 6 milioni di euro, appartenente alla moglie Elisabetta Tulliani, al cognato Giancarlo e al padre Sergio Tulliani: le indagini hanno accertato che si tratta di soldi provenienti dalle società di Francesco Corallo, ex re delle slot attraverso la società Global Starnet (ex Atlantis Bplus).

Corallo, secondo i magistrati, negli anni avrebbe sottratto al fisco la bellezza di 250 milioni di euro, frutto del businness delle macchinette. Soldi trasferiti all’estero attraverso società off-shore in paradisi fiscali. Per questo motivo è stato arrestato, insieme alla sua cerchia ristretta di collaboratori.

Ma come si arriva da Corallo ai Tulliani e, di conseguenza, a Fini? Secondo le indagini, una parte di questo immenso cumulo di denaro sarebbe arrivato da Corallo ai Tulliani. Tra gli accusatori di Fini vi sarebbe anche Amedeo Laboccetta, ex parlamentare Pdl legato a Francesco Corallo.

Nonostante Fini giuri di non saperne niente, il GIP ha definito “inverosimile” la sua versione dei fatti. Come avrebbe potuto infatti non accorgersi dell’arricchimento repentino della compagna e del fratello di lei? Tra i frutti dell’illecito accordo tra i Tulliani e Corallo vi sarebbe anche la famosa casa di Montecarlo: venduta per 300.000 euro ad una società off-shore nel 2008 (dietro cui si nascondeva appunto Giancarlo Tulliani) e rivenduta subito dopo ad oltre 1 milione. Ora si scopre che i soldi per acquistare quella casa erano di Francesco Corallo.

Da febbraio ad ora, la procura di Roma ha sequestrato circa una dozzina tra appartamenti e box a Roma riconducibili ai Tulliani, presumibilmente acquistati con parte dei soldi avuti da Corallo. Tre milioni e 600.000 dollari  versati da Corallo a Sergio Tulliani su un conto off-shore, e poi girati da quest’ultimo ai due figli per investirli nel mattone. Da qui la nuova accusa di autoriciclaggio contestata ai Tulliani.

Fini, dal canto suo, continua a professarsi innocente, e tramite i suoi avvocati ha ribadito la propria estraneità totale ai fatti contestati. Le polizze, continuano gli avvocati, sono frutto di risparmi dell’ex leader di An, non create quindi con i soldi di Corallo.

Manca ancora da capire il motivo per cui Corallo abbia versato così tanti soldi ai Tulliani. La verità la accerterà il tribunale, senza dubbio, ma è chiaro come questo sia il colpo finale per la carriera di Fini, il traghettatore della destra post-fascista da partito di lotta a forza di governo.

Lorenzo Spizzirri

https://metropolitanmagazineitalia.blog/2017/05/30/sequestrato-1-milione-di-euro-a-gianfranco-fini/

 

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