Sono state presentate ieri le offerte di compravendita del polo siderurgico tarantino, dopo essere state attentamente analizzate dai commissari straordinari. I sindacati non accettano gli ingenti tagli del personale e chiedono chiarimenti per il prossimo incontro dell’1 giugno

Ancora non è finita la tragedia dell’Ilva di Taranto, il più grande polo siderurgico d’Europa, in grado di portare alla morte tantissime persone, lavoratori e non, inquinare il territorio circostante, far ammalare una quantità innumerevole di bambini.

Ormai da diverso tempo in amministrazione straordinaria speciale, tutt’ora il suo futuro non è stato deciso.

I tre commissari, Carrubba Corrado, Gnudi Piero, Laghi Enrico, incaricati di rilanciare l’Ilva vagliando qualsiasi ipotesi possibile, hanno terminato la fase di analisi delle offerte di compravendita pervenute: quella di Am Investco (composta da ArcelorMittal e Marcegaglia) e quella di AcciaItalia (cordata di Jindal, Cdp, Arvedi, Delfin). Entrambe prevedono netti tagli del personale, rischiando così di scaricare sulla povera gente le colpe di qualcun altro, aggravando maggiormente i danni prodotti negli ultimi anni dallo stabilimento industriale.

In un incontro tenutosi ieri tra il Ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, i commissari straordinari e le rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Uil, sono stati esposti entrambi i programmi che prevedono un esubero di 5.000/6.000 persone da licenziare.

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Rappresentanze sindacali riunite in una tavola rotonda con il Ministro dello Sviluppo Calenda e i commissari straordinari per discutere delle offerte presentate dai possibili compratori  – Immagine dal Web –

Non accettano tutto questo i sindacati, che saranno chiamati a votare in maniera vincolante prossimamente, tanto da giudicare “inaccettabili” tagli così importanti. Lo stesso segretario generale della FIOM-CGIL Maurizio Landini ha giudicato “deludente” la riunione, anche perché ‹‹In questi mesi i sindacati non sono mai stati coinvolti nelle valutazioni dei piani industriali e ambientali per il rilancio dell’Ilva. Ancora adesso ci sono cose che non sono chiare e che vogliamo capire. Inaccettabile che ancora una volta siano i lavoratori a pagare sia in termini di esuberi sia in termini di stipendio››.

Gli attuali lavoratori dell’Ilva sono infatti 14.200 e rischiano di essere decimati: il piano AcciaItalia li diminuirebbe a 7.800 (con un taglio di 6.400 dipendenti che poi entro il 2023 saranno portati a quota 10.300), mentre il piano di Am Investco (favorito tra i due) prevede un organico di 9.400 lavoratori (tagliandone quindi 4.800) che verrebbero diminuiti ancora a 8.400 entro il 2023.

Una pesante crisi dell’occupazione si prospetta quindi per i lavoratori dell’Ilva e per gli abitanti di Taranto, moltissimi dei quali ivi impiegati.

Ad opporsi ad un tale scempio è anche Antonio Talò, segretario generale della Uilm di Taranto, che afferma: ‹‹Con questi numeri non ci può essere dialogo perché Taranto ha già pagato un prezzo elevato in termini di mancata difesa dell’ambiente e della salute. Ora non si può scaricare ulteriormente la crisi sui lavoratori la cui età media è di 41 anni e mezzo. È tempo della responsabilità. Inoltre, le due proposte sembrano ricalcare lo stesso modello. Anche l’aumento dell’occupazione negli ultimi due anni previsto da AcciaItalia è frutto di una compressione salariale››.

Anche Valerio D’Alò, segretario generale della Fim Cisl di Taranto-Brindisi non accetta i piani presentati, tanto da affermare: ‹‹Non possiamo che rigettare una proposta pesante in termini di tenuta occupazionale, perché Taranto non merita tutto ciò. È un territorio che chiede rispetto per la salute dei cittadini, tutela dell’ambiente e occasioni di lavoro. Invece, creare seimila esuberi vuol dire chiudere le porte allo sviluppo››.

Nel prossimo incontro, fissato per giovedì 1 giugno, i Sindacati chiedono maggiori chiarimenti sui due programmi in gara che, come il ministro Calenda ha più volte sottolineato, ancora non sono stati oggetto di scelta definitiva, pur se si è delineata una preferenza per quello di Am Investco.

Lorenzo Maria Lucarelli

https://metropolitanmagazineitalia.blog/2017/05/31/ilva-la-tavola-rotonda-non-soddisfa-i-sindacati/

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