Il Teatro Parioli ha presentato in conferenza stampa “Nuovi Scenari”, il programma per la stagione 2017/2018, pensato dal direttore artistico Luigi De Filippo e dalla sua squadra per proiettare il teatro nel futuro e per fare di ogni spettacolo un evento. Obiettivo dichiarato: espandere un pubblico, spesso ancora di nicchia come quello del teatro, sfruttando ingredienti molto al passo coi tempi. Caratteristiche di questo nuovo Parioli saranno infatti multimedialità, coinvolgimento del pubblico, partecipazione dell’audience e innovazione, parole che raramente abbiamo sentite associate al mondo teatrale.

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Si alza il sipario sulla stagione 2017-2018 del Teatro Parioli di Roma e la parola più adatta per descriverla è proprio l’aggettivo “nuova”. Un rinnovamento che vuole cavalcare le abitudini degli ultimi anni in campo culturale: si parla infatti di un teatro vivo e aperto ad ogni tipo di esperienza, un teatro capace di creare coinvolgimento tra le persone, nuove generazioni in primis.

In fatto di futuro e nuove generazioni si nota subito la rassegna “Parioli Multimediale”: le scuole medie e superiori avranno la possibilità di assistere a “I Promessi Sposi siamo noi” e “Inferno”, due capolavori della letteratura italiana riproposti in chiave avvincente e moderna da Luciano Roman, con diretta streaming e possibilità di interagire tramite i social network.

Innanzitutto si rinnova e si amplia l’offerta culturale: sono previsti spettacoli contemporanei di musica dal vivo di artisti indipendenti, spettacoli per famiglie, eventi per bambini e matinée per studenti, accanto a spettacoli della tradizione teatrale.

Ma cosa significa questo in termini concreti?

Intanto che la stagione 2017/2018 sarà preceduta da un mese di concerti organizzati dalla Leave Music, per poi essere inaugurata il 24 ottobre da “Poker”, la prima commedia scritta da Patrick Marber, ex cabarettista, autore di Closer e protagonista della nuova drammaturgia inglese. Il suo è uno testo dal tocco leggero, crudele e molto divertente insieme: nel cast ritroviamo il Francesco Montanari della serie Romanzo Criminale, molto apprezzato e ormai affermato anche in ambito teatrale, affiancato dalla Compagnia Gank.

 

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Francesco Montanari, tra i protagonisti della satagione 2017/2018 del Teatro Parioli. Foto: davidemaggio.it

 

Rinnovamento nel solco della tradizione: dopo “Pocker” ritroviamo un grande classico come “L’avaro” di Molière, rivisitato in chiave moderna da Ugo Chiti. I panni del protagonista Arpagone saranno indossati Alessandro Benvenuti, che ritroviamo poi a dirigere il trio comico formato da Roberto Ciufoli, Nino Formicola, Max Pisu nella commedia brillante “Sabbie mobili“, che lui racconta così:

Forse, proprio quando si ha avuto tutto dalla vita, arriva un momento in cui si finisce per perdersi in quel troppo divenuto esagerato. E per ritrovarsi, a volte, è necessario perdere tutto ciò che si è ottenuto e svanire per un po’ in una sorta di niente esistenziale. È allora, quando di nuovo non si ha più nulla, quando non si è più da nessuna parte e i giorni hanno il sapore amaro della nostalgia che si sente il bisogno di cercare la cosa più importante per ciascuno di noi: l’armonia, quel magico dono che ci permette di vivere coscientemente il bene e il male apprezzandone tutti i risvolti. Sabbie Mobili è una favola, un viaggio alla ricerca di se stessi.
Alessandro Benvenuti

Il “palinsesto Parioli” prosegue con “Due civette sul comò”: la pièce, tratta dal testo del premio Pulitzer David Lindsay Abaire, e diretta da Enrico Maria Lamanna, narra la storia di due signore anziane che passano le loro giornate tra ripicche e battibecchi. Le due amiche-rivali sono interpretate da Simona Marchini e Valeria Fabrizi.

La stagione si arricchisce con “La vedova allegra”, un grande classico del genere riproposto da La Compagnia italiana di operette, “La
duchessa di Chicago”, con le stupende musiche di George Gershwin, e poi ancora “Notte di follia”, lotta a suon di battute tra una ex galeotta ed un presentatore televisivo in decadenza, interpretati da Anna Galiena e Corrado Tedeschi, diretti da Zavatteri.

Questo il mix di novità e riproposizioni di classici teatrali, o almeno un grosso assaggio: nei tanti altri spettacoli che non abbiamo nominato rientrano “I have a
dream”, spettacolo sui grandi discorsi che hanno cambiato il corso della storia, con due star d’eccezione come Valentina Lodovini e Ivano Marescotti, e il tributo del maestro Luigi De Filippo, quale ultimo erede della più grande dinastia teatrale italiana, con un excursus del inedito e personale sulla storia della sua famiglia in “De Filippo racconta De Filippo”.

Per tornare al nuovo, che caratterizza la stagione 2017/2018 del Teatro Parioli segnaliamo la mostra fotografica permanente dal titolo “Portraits”: i foto-ritratti degli artisti che compongono l’offerta culturale del nuovo Parioli, catturati dagli scatti del fotografo Carlo Mogiani, accompagneranno il pubblico, dal foyer, nel suo cammino verso la sala, perché “non solo di spettacoli è fatto il teatro”, ma anche e soprattutto dei suoi protagonisti.

Federica Macchia

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