Con un evento fuori programma, il Presidente americano ha voluto rendere onore al nostro paese, fermandosi sull’importante contributo che i nostri connazionali hanno dato per rendere grande l’America

In occasione della Festa della Repubblica celebrata ieri, 2 giugno, in tanti hanno ricordato i grandi sforzi fatti per arrivare fin qui, già prima di quell’ormai lontano 2 giugno 1946 quando i cittadini italiani furono chiamati a decidere per la monarchia o la Repubblica.

Come di consueto, la celebrazione ha visto l’apposizione di una corona d’alloro in omaggio al Milite Ignoto, seguita da una parata militare su via Fori Imperiali. Nel resto d’Italia altre celebrazioni hanno ricordato la data di fondazione della nostra Repubblica, non mancando mai di onorare tutti quegli italiani che, ieri come oggi, combattono per tutelarla, anche da derive autoritarie.

Questa volta, però, a celebrare l’anniversario tipicamente italiano non siamo stati solo noi, perché ieri anche Donald Trump, appena tornato dal Bel Paese in occasione dell’incontro con Papa Francesco e del G7 di Taormina, ha organizzato un evento alla Casa Bianca, proprio per festeggiare la Festa della Repubblica italiana.

L’evento, fuori programma, ha visto la partecipazione di molti esponenti della politica e della società americana ma di origini italiane ed è stato organizzato proprio per ricordate i tantissimi nostri connazionali che hanno, in passato ma anche tutt’ora, contribuito a rendere grande l’America.

Il Presidente americano, in un lungo discorso, ha fortemente evidenziato i ‹‹profondi legami tra i due Paesi, la nostra storia condivisa e le nostre comuni tradizioni politiche e culturali›› – sottolineando il contributo di oltre 17 milioni di americani che hanno origini italiane, ma anche tutti quegli immigrati o non immigrati italiani hanno scritto la storia degli Stati Uniti, ‹‹facendo un grande gesto di amicizia nei nostri confronti››, come, ha ribadito l’ambasciatore Varricchio.

Una “dichiarazione d’amore” (con tradimento?) quindi quella di Donald Trump al suo storico alleato, l’Italia, che da una personalità come l’attuale Presidente americano non era scontata, soprattutto all’esito delle sue posizioni recenti nei confronti del Papa e dell’Unione Europea, della quale siamo tra i fondatori.

Sinceramente, anche a parere di chi scrive, non ci si aspettava che Donald Trump spendesse tempo e parole di elogio nei confronti del nostro paese, tanto da arrivare ad affermare che ‹‹I vincoli tra Italia e Usa si estendono al di là dei legami sentimentali e culturali. La nostra alleanza militare è più forte che mai mentre continuiamo a combattere il terrorismo. Non vediamo l’ora di proseguire la partnership con il nostro grande alleato nello sforzo comune di rendere il mondo più sicuro››.

Quel che è probabile è che da una personalità del genere, in grado di sciogliersi da un giorno all’altro dall’Accordo di Parigi sul clima, o abrogare la riforma sanitaria voluta da Barack Obama, se da un lato la conferma della nostra alleanza può procurare qualche sicurezza in più, dall’altra non se ne può parlare come qualcosa di certo e indiscutibile.

Sì, bisogna essere onorati delle parole e del tempo che il presidente del paese più potente al mondo ha speso per noi ma non si può non sottolineare chi sia il Presidente americano e cosa sia in grado di fare, o non fare, soprattutto in tema di politica estera e rapporti internazionali.

 

Lorenzo Maria Lucarelli

https://metropolitanmagazineitalia.blog/2017/06/03/anche-donald-trump-celebra-la-festa-della-repubblica-italiana/

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