Cardiff: I giocatori del Real Madrid, abituati a questo tipo di sfide, riescono a mantenere la calma dopo un’ottima prima frazione della compagine bianconera e nella ripresa colpiscono ripetutamente vincendo l’incontro con un netto 1-4. La vittoria finale è meritatatissima ma il passivo sembra davvero troppo pesante per la ‘Vecchia Signora’, sfortunata a subire le prime due reti dei Blancos su deviazione.

Ancora una volta i Galacticos, con a capo C.Ronaldo, vengono incoronati Re d’Europa. Zidane, dopo la conquista della Liga, centra la Champions (è una doppietta che al Real mancava dal 1958). E’ la seconda Coppa dei Campioni consecutiva per il francese: da quando si chiama Champions League (’92/’93) nessuno era riuscito a realizzare l’impresa di vincere il titolo per due volte di fila.

232355880-7fd06b22-6078-4777-8691-953d3e3b53a8I festeggiamenti del Real: S.Ramos alza la Coppa dalle grandi orecchie (Getty Images).

Nella storia solo otto squadre possono vantare questo risultato: il Benfica, l’Inter, il Nottingham Forest, il Liverpool, il Milan, l’Ajax e il Bayern Monaco (olandesi e tedeschi addirittura con tre successi), e lo stesso Real Madrid (che vinse le prime 5 edizioni della Coppa Campioni, finora un record ineguagliato). Le Merengues vincendo per la dodicesima volte l’ambito trofeo (su un totale di quindici finali disputate) diventano l’unico club ad aver vinto due volte la Coppa Campioni consecutivamente.

Il percorso del tecnico francese ha dello straordinario: Zizou in un anno e cinque mesi (compiuti oggi, fu annunciato il 4 gennaio 2016) è riuscito a salire per ben due volte sul tetto d’Europa, a vincere Supercoppa Europea e Coppa del Mondo per club, a trionfare nella Liga (il Real non vi riusciva dalla stagione 2010-11).

C.Ronaldo, a trentadue anni, continua a battere record.

221621060-fbb8ba4b-f256-4ee0-bf74-230d0213e7bb (AP Images).

Con la doppietta di ieri sera il portoghese ha realizzato il 105° gol in Champions League aumentando la distanza dal rivale Messi (fermo a quota 94).

Il Pallone d’Oro 2016 (e probabile vincitore anche della prossima edizione) si laurea capocannoniere della Champions League con 12 reti, di cui dieci nella fase ad eliminazione diretta, e diventa l’unico ad aver segnato in tre finali della competizione dal ’92 ad oggi.

Meglio di lui nella storia solo Alfredo Di Stefano, sempre a segno nelle 5 finali tra il ’56 e il ’60. Il due volte Pallone d’Oro (’57 e ’59) condivide inoltre con Puskás il record di gol siglati in finale di Coppa Campioni (sette).

E’ C.Ronaldo a prendersi meritatamente la copertina.

Ma Zidane, proprio nel suo non dover essere per forza protagonista, ha dimostrato di saper gestire un gruppo complesso e pieno di grandi individualità. Fuoriclasse assoluto da calciatore sta dimostrando di esserlo anche seduto in panchina. E’ modesto e allo stesso tempo convinto della forza dei suoi giocatori simbolo.

Nel pre-partita alla domanda su chi fosse stato il simbolo del Real se lui e Ronaldo avessero giocato insieme aveva risposto così:

“Lui, perché segna gol. Farlo e parare sono le due cose più difficili, più decisive. Io giocavo bene a calcio, ma non ne segnavo tanti, di gol. Importanti sì, ma non tanti”.

Il tecnico marsigliese, dall’alto della sua classe e del suo palmares, è umile. I protagonisti dello spettacolo sono gli undici in campo e giustamente Zidane lascia spazio a loro. Zizou ha vinto solamente perché ha dalla sua giocatori del calibro di Ronaldo? Certo che no. Altrimenti questo ragionamento sarebbe valido per tutti gli allenatori di grandi club: da Guardiola a Mourinho, da Ancelotti ad Allegri.

Zidane, dopo lo straordinario esordio da subentrante dello scorso anno, ha concluso trionfalmente la sua prima stagione dall’inizio sulla panchina del Real.

Ed è entrato nella Storia.

Articolo di Luca Fiorelli.

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