“E anche questa volta non è andata…”, è questo il pensiero che alberga nel cuore e nell’animo degli juventini. Un’ennesima finale persa, un’ennesima occasione sciupata, nonostante ci fossero tutte le possibilità di lasciare Cardiff con la coppa dalle grandi orecchie. Mille e più riflessioni vengono fatte su una partita dai molti volti, ma alla fine gli unici volti che contano sono di quelli dei vincitori che alzano la coppa e degli sconfitti in balia della rabbia e delle lacrime. Un turbinio di emozioni senza fine che hanno accompagnato e che, tuttora, accompagnano i tifosi della Juventus, ormai sconsolati. “Quest anno è l’anno buono” così recitavano gran parte dei tifosi. Incoraggiamento sostanziale per la squadra, che, in questa stagione, ha regalato ben due trofei su quattro. Ma andiamo per ordine. La sconfitta a Doha contro il Milan ha portato a un repentino cambio di stile di gioco da parte della squadra di Torino. Fino a quel match, la squadra di Massimiliano Allegri non aveva mai espresso al meglio le sue potenzialità complice anche una forma fisica non ottimale di molti giocatori chiave. Il bel gioco si è manifestato subito dopo la pausa natalizia. Giovati anche dal cambio di modulo, i bianconeri hanno mostrato una tecnica invidiabile, spesso letale per i loro avversari. La consapevolezza di essere i più forti (almeno in Italia), il nuovo modulo (4-2-3-1) e una condizione ritrovata hanno permesso alla Juventus di disputare al meglio tutte e tre le competizioni. Con la vittoria del campionato di Serie A e della Coppa Italia, mai come quest anno si poteva puntare al colpo grosso, il “triplete”. La vittoria contro il Barcellona e un controllato doppio confronto contro il Monaco hanno alzato il morale della Juventus, che era a un passo da riscattare la sconfitta di due anni prima procurata dal Barcellona. Anche questa volta l’altra finalista era spagnola, il Real Madrid di Zinedine Zidane, che, l’anno prima aveva già vinto la Champions League sempre con i blancos.

Britain Soccer Champions League Final

Dopo una settimana e più di attesa, la squadra ha giocato la finale a Cardiff a viso aperto, per ameno 45′. Dopo il vantaggio di Cristiano Ronaldo, portato al gol da un’azione stellare dei blancos, i bianconeri hanno reagito pareggiando con il croato Mandzukic, segnale di rivalsa da parte dei giocatori, che non avevano intenzione di perdere la settima finale su nove giocate. Così si va all’intervallo sul pareggio di 1-1, ma la vera domanda è: come si può spiegare ciò che succede dopo: il Real rientra in campo con tre minuti di ritardo, mentre la Juventus, che era già in campo, mostrava i segni di un’importante stanchezza fisica, che, di lì a poco, li avrebbe allontanati dalla vittoria finale. Ecco che il Real Madrid prende subito in mano la partita schiacciando i bianconeri prima nella loro metà campo e poi nella loro area di rigore. Quelle rare volte che la Juventus aveva la possibilità di giocare la palla, non si riusciva a innescare né DybalaHiguain. Anche le fasce erano completamente in mano agli spagnoli, che hanno costretto Dani Alves e Mandzukic a fare i terzini per dare man forte alla difesa. Un calo impressionante che, dopo un primo tempo giocato alla pari, nessuno ci si aspettava. La squadra di Zidane aveva in mano la partita e ha sancito la sua superiorità segnando prima il secondo gol con Casemiro, poi un terzo con Cristiano Ronaldo e un quarto sul finale di partita con Asensio. L’espulsione di Cuadrado rimediata in dieci minuti è un chiaro simbolo di frustrazione e di incapacità di poter reagire a questa situazione. La partita quindi termina 4-1 e lascia a una visibile commozione tutti i giocatori bianconeri, che, come i loro tifosi, si attendevano un risultato diverso. Nel post partita il capitano della Juventus, Gianluigi Buffon, ha risposto ai microfoni di Mediaset e SKY, mostrandosi visibilmente provato. Ammette la superiorità degli avversari e l’eccessivo spreco di energie compiuto nel primo tempo. Continua la sua intervista sottolineando come le avversità colpiscano sempre loro e mai i loro avversari. Conclude l’intervista dicendo: ” Per vincere questa competizione serve essere più forti delle avversità”, così termina la corsa della Juventus per la coppa dalle grandi orecchie, con parole di resa e di amarezza. Il capitano juventino non cede alle lacrime, ma non è dello stesso avviso la sua compagna Ilaria D’Amico, dispiaciuta per la sconfitta e pronta a consolare Gianluigi Buffon. Poco dopo il fischio finale arrivano notizie poco piacevoli da Torino, dove ci sono stati una serie di feriti in piazza San Carlo intenti a seguire appassionatamente la squadra del loro cuore. Sembra che la causa di questa tragedia sia dovuta al lancio di un petardo che ha portato una fuga di massa dei tifosi. Al termine della serata si riscontrano otto codici rosso tra cui un bambino e più di mille feriti lievi. Un’altra brutta notizia che peggiora ulteriormente la serata degli juventini e non solo. Lo stesso Dani Alves si trattiene ai microfoni per apprendere più informazioni possibili sull’accaduto, ma, quando sente delle condizioni del bambino, decide di andarsene mostrando un viso incupito sconfortato e amareggiato. Una serata di festa e di passione all’insegna del calcio viene segnata profondamente da un avvenimento che allontana tutti i pensieri dall’esito della finale. Una serata che non sarà ricordata solo per l’esito di Cardiff.1496563866121949

LUIGI GIANNELLI

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