L’Isis ha colpito ancora, e questa volta è giunto sino in Australia, dove un attentatore ha sparato ad un uomo e ha preso in ostaggio una donna in un condominio nel distretto di Brighton, a Melbourne.

Si tratta di un 29enne di origine somala, Yacqub Khayre, già nei radar della polizia. Ieri Khayre ha attirato la donna nell’appartamento in affitto di Melbourne chiamando un servizio di escort. La polizia è stata chiamata a metà pomeriggio da un vicino di casa che aveva sentito un’esplosione: arrivati sul posto gli agenti hanno trovato all’ingresso il corpo di un uomo che è stato identificato come un australiano di origine cinese che lavorava come portiere nell’edificio. Immediatamente, hanno capito che fosse in atto un sequestro di persona e hanno provato, senza successo, a trattare con Khayre.

Durante l’assedio l’uomo ha chiamato una stazione radio locale, l’emittente Channel Seven News di Melbourne, per dichiarare: “Questo è per l’Isis, questo è per Al-Qaeda”. “La chiamata era molto confusa, non riuscivo a capire e stavo per riagganciare”, ha raccontato la giornalista Nicole Bland, che ha risposto al telefono. “Poi ho sentito la voce di una donna, chiaramente angosciata, che parlava molto rapidamente” ha spiegato “quindi la voce di un uomo ha detto: questo è l’ostaggio di Brighton”.

Intorno alle 6 di sera ora locale, l’attentatore è uscito in strada sparando verso la polizia, gli agenti hanno sparato a loro volta, uccidendolo. Nello scontro tre poliziotti sono rimasti feriti, mentre la donna sequestrata è stata liberata con un blitz della polizia.

Yacqub Khayre era un personaggio già noto alla giustizia australiana: nel 2010 era stato processato e assolto dall’ accusa di aver pianificato con un complice un attacco suicida ad una base militare di Sydney. Inoltre, era stato in prigione per un furto nel 2012 e si trovava in libertà condizionale dal novembre scorso.

Un attacco che in un primo momento non sembrava di matrice terrorista ma poi che poi è stato rivendicato dall’Isis, attraverso la sua agenzia Amaq. Il Califfato ha definito Khayre come “un nostro soldato”. “L’esecutore dell’attacco a Melbourne è un soldato dello Stato islamico che ha eseguito l’operazione in risposta alle richieste di colpire i cittadini dei Paesi membri della coalizione” recita la rivendicazione.

Le indagini della polizia al momento stanno cercando di stabilire quale sia stato il vero legame tra Khayre e lo Stato islamico, a partire dal fatto che la sua rivendicazione a Channel Seven sembra in contrasto con quella dello Stato Islamico su Amaq che, difatti, ha genericamente fatto riferimento a un “suo soldato” che agiva “nel nome” dell’organizzazione.

L’attacco è stato condannato come “scioccante e vile” dal premier australiano Malcolm Turnbull. “Si tratta di un attacco terroristico che dimostra la necessità per noi di restare costantemente vigili, sempre pronti a raccogliere la sfida di fronte al terrorismo islamico”.

 

Patrizia Cicconi

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