Ore 2:55. E’ una notte calda e noiosa. E soprattutto non si dorme.Tanto per cambiare.

Insonnia silenziosa, i pensieri sbattono contro le pareti e il rumore che fanno ti porta a due condizioni: o liberarli e perderli o ascoltarli e perderti. Uno dei grandi mali di questa epoca, e uno dei grandi dilemmi sta nel capire se combatterla con metodi naturali o con metodi scientifici…Vi farò sapere. Dal momento che non dormo, penso, e dal momento che penso, creo cazzate. E ho pensato di creare una sorta di rubrica settimanale sui fatti avvenuti intorno al mondo. Niente di serio, pensieri incastrati tra le fessure che creano le parole tra loro e che cerco di estinguere scrivendo. Ovviamente consiglio la lettura a un pubblico poco suscettibile, ignorante fuori e saggio dentro, di sani gusti sessuali e di capricci maniacali e soprattutto, a parte la cronaca, il resto sono “immagini” che navigano in superficie, privi di giudizio assoluto ma vive di curiosità. Partiamo col botto. Il concerto di Ariana Grande. Gran bel concerto, mi ricorda alla lontana quelli che organizzava Bob Geldof, dal Live Aid al Live 8,  promuovendo fondamentalmente la pace nel mondo con aggiunta l’offerta dell’incasso a…non ricordo ma sicuramente qualcuno li ha presi. Adesso Io non sono nessuno per giudicare e non ho idea di quali siano i fili che si muovono dietro le quinte. Ma questi concerti mi hanno dato sempre la sensazione di raccogliere sentimenti che aiutare concretamente e quindi, nel mondo che ci è stato dato, col money. Non fraintendetemi, non sostituisco i soldi coi sentimenti. Certo i sentimenti sono mutabili nel tempo, scopri l’amore e finisci per odiarlo, cerchi di capire la vita e nel frattempo muori, rispetti l’amicizia e ti ritrovi solo. 50 euro sono e saranno sempre una cazzo di banconota da 50 euro. Certo per me hanno un valore diverso, sono il nettare degli Dei , per altri sono la carta igienica del fine settimana. Ma sei Io avessi tanti soldi da riempire anche solo una piscina olimpionica con banconote da 500 euro, pagherei a mio carico una impresa edile, i migliori ingegneri, architetti, geometri, biologi, archeologi, chimici, operai, tutti a mie spese, ci infilo pure il circo, senza animali, tanto quelli ci sono già sul luogo, in piena libertà, con buona pace degli animalisti, e trasferiti una buona volta tutti in Africa (in linea d’aria è quella con problemi alla base di tutto) li impegnerei nella costruzione di pozzi, scuole, ospedali e ogni piccolo sistema per l’autosufficienza e non più strutture tenute in piedi da sterco di elefante e paglia al quale basta un fiammifero perchè diventi un fuoco da campo. Non è concepibile che un bambino affamato nel fottuto 2017 debba fare 20 km a piedi per dell’acqua che non è lontanamente potabile. Sono migliore di altri o miglioro il mondo? Non credo nessuna delle due ma indubbiamente meglio che regalare soldi a fondo perduto ad associazioni, enti, concerti o partite del cuore. Io rimarrò sempre titubante. Ma comprendo che il concerto di Ariana aveva una valenza simbolica, di non prestarsi alla paura, di solidarietà verso le povere famiglie colpite da sta disgrazia che è il terrorismo. La parola stessa riporta al terrore ma bisogna affrontarlo e non chiudersi in casa pregni di sensazioni negative. Ok primo argomento andato e il disprezzo nei miei confronti forse è già salito alle stelle. Non prendetemi per un qualunquista. Passiamo adesso al soft. Si è conclusa da pochi giorni la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid. Real Madrid che ha vinto meritatamente senza appelli, senza andare a creare giustificazioni sulla sconfitta della Juventus causato da un semplice calo psico fisico al secondo tempo. Ma una cosa l’abbiamo ottenuta. Unire l’Italia contro una squadra italiana a favore di una straniera, cosi unita che neanche alle elezioni politiche. Meglio apericena con spritz, al futuro, nei panni del pornodivo, non manca di certo il tempo per incularci. Onore comunque al Real, che oramai è un team solido, in vetta al mondo come squadra di club più titolata. Un augurio non solo alla Juventus ma al calcio italiano di ritornare ai vertici come un tempo non troppo lontano. Nota stonata, il falso attentato in piazza S. Carlo a Torino dove ancora la procura non ha fatto luce. Errore umano o meno un augurio di pronta guarigione ai feriti. Non mi permetto di avvicinarmi invece all’attentato avvenuto a Londra, ancora troppo “fresco”. Vi esorto a leggere gli articoli dei miei colleghi, sicuramente più preparati sugli argomenti infausti fin qui descritti. Cazzo qui è una ecatombe. Per me è come affogare. Ogni tanto riesco a far entrare aria nei polmoni, che bruciano dall’interno come caldaie senza controllo, resisto fino a poco prima di sprofondare di nuovo nel buio e ho bisogno di una notevole forza interiore per risalire e ritornare a respirare. Ecco, questa è l’epoca che vivo. O forse mi confondo con l’Università! Negli Stati Uniti l’ennesimo personaggio alla Michael Douglas di “Una giornata di ordinaria follia” ha dato di matto. Un ex dipendente licenziato da poco ha deciso di fare fuoco all’interno dell’azienda di Orlando per il quale lavorava provocando 5 morti. Successivamente si è tolta la vita. Tempi duri. Certo, anche il sogno americano non se la passa bene con Trump che in sei mesi ha sparato missili, strappato accordi e alzato muri. E secondo me il suo piffero non suona da un pò nel teatro di Melania. A parte gli scherzi, questa intolleranza oltre a trasformare gli Stati Uniti in un paese autistico, aumenta la già sottile tensione al quale basta poco per esplodere. Una insostenibile leggerezza di frustrazione e angoscia comincia a pervadere il mondo. L’Asia bipolare, da una parte in preda all’assenteismo dall’altra vittima di sentimenti monoteistici, l’America del Sud che naviga nell’arcipelago formato da criminalità, inflazione e corruzione, L’Africa che muore di fame, l’Europa che pian piano si estingue, l’Antartide che non partecipa mai…E la fottuta Australia?

 

Giacomo Tridenti

 

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