È ufficiale: l’Ilva passa nelle mani di Am Investco, la joint-venture composta da ArcelorMittal e Marcegaglia, per 1,8 miliardi di euro. Il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha firmato il decreto di aggiudicazione dell’omonimo Gruppo, nonostante proteste e scioperi. Cosa vorrà dire questo per il futuro di chi ci lavora e per quello della società? Intanto il governo, a seguito della richiesta unitaria di Fim, Fiom e Uilm, convoca i sindacati: appuntamento per venerdì 9 giugno a palazzo Chigi, ore 15.

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foto: ilpiccolo.net

Se mai qualcuno dovesse chiedere quanto costa l’Ilva, la più grande azienda siderurgica italiana, ad oggi potremmo rispondere 1,8 miliardi. Questo infatti il prezzo di acquisto messo nero su bianco nell’offerta presentata da Am Investco, la cordata formata da ArcelorMittal (detiene l’85% della compagine) e dal gruppo Marcegaglia (possiede il restante 15% e cederà nei prossimi giorni a Intesa Sanpaolo una quota tra il 5 e il 10%, come scrive il Sole24ore.it). Un gruppo da 63 miliardi di ricavi e 19 miliardi di capitalizzazione.

Offerta che ha battuto quella di AcciaItalia, cordata composta dall’indiana Jsw, da Cdp, da Delfin e dal gruppo Arvedi, che nel week end appena concluso, aveva chiesto di poter rilanciare l’offerta migliorandola su prezzo, impatto ambientale e occupazione. Ma il ministro dello Sviluppo Economico Calenda ha firmato il decreto di aggiudicazione e fermato ogni ulteriore offerta o procedimento.

Un finale che non è piaciuto a molti. Particolarmente intensa la reazione del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che, commentando la notizia con i giornalisti a Bari, ha detto “La Puglia reagirà con tutte le forze contro questo modello industriale insensato che ha ucciso persone e ha danneggiato l’economia italiana“.
Aggiungendo anche: “Noi non accettiamo questa logica da anni 70-80 nella quale sono poche persone a schiacciare l’interesse di tanti e quindi in particolare quello alla salute dei tarantini, semplicemente perché così hanno deciso. Questa prepotenza e questa arroganza – ha sottolineato – verranno respinte al mittente”.

Ma cosa prevedono l’offerta e il piano di Am Investco per il Gruppo Ilva? 

Innanzitutto, oltre al già menzionato prezzo d’acquisto (1,8 miliardi di euro), investimenti per circa 2,4 miliardi di cui 1,250 di investimenti tecnologici e 1,150 miliardi di investimenti ambientali. C’è poi un canone di affitto annuo di 180 milioni di euro.

Il nodo centrale, e dolente, riguarda l’occupazione: il piano prevede un costo del lavoro in linea con quello attuale (50mila euro nel 2018 e in 52mila euro a partire dal 2021), ma anche un deciso ridimensionamento dell’organico. Ovvero 9.407 occupati nel 2018, destinati però a ridursi a 8.480 occupati costanti, a fronte di un organico attuale composto da 14.220 lavoratori, dei quali solo 4.100, al massimo, possono ricorrere alla cassa integrazione straordinaria.

La firma del ministro Calenda al decreto pone dunque fine a 17 mesi di amministrazione straordinaria dell’Ilva, ma arriva anche dopo mesi di proteste e nonostante gli scioperi delle sedi di Taranto e Genova, proteste che potrebbero continuare proprio perché il nodo centrale, quello del lavoro e dell‘occupazione, non sembra essere stato risolto pienamente.

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Foto: Skytg24

Per il passaggio definitivo di consegne, manca il via libera dell’Antitrust Ue, che ha già minacciato pesanti rimedi. Intanto Am Investco va avanti su Ilva: come previsto dalle regole di gara, si passa immediatamente a una fase negoziale in esclusiva tra i commissari straordinari e l’aggiudicatario, finalizzata ad eventuali miglioramenti dell’offerta vincolante.

Tuttavia l’imprenditore si è già impegnato a migliorare la sua proposta a quota 10mila addetti, mentre il governo ha convocato i sindacati a palazzo Chigi per venerdì 9 giugno alle ore 15 (la richiesta era stata fatta unitariamente da Fim, Fiom e Uilm). Vedremo quanto riusciranno ad ottenere e ad essere ascoltati.

Arriva poi dal Consiglio regionale della Liguria, con un ordine del giorno approvato all’unanimità, la richiesta al Governo di un incontro urgente con tutti i firmatari dell’Accordo di programma del 2005 sull’Ilva di Genova Cornigliano.

Come si legge in un articolo del Secolo XIX,si chiede di «conoscere nel dettaglio il nuovo piano industriale e le sue ricadute sul territorio, di sottolineare in tutte le sedi istituzionali preposte l’importanza dello stabilimento Ilva di Genova Cornigliano per la Liguria, di interagire con la presidenza del Consiglio dei ministri e i ministri competenti, per salvaguardare i livelli occupazionali e i diritti dei lavoratori del polo siderurgico, promuovendo piani industriali che garantiscano stabilità lavorativa, salute ed una sicura prospettiva industriale per il sito genovese, che richiede un adeguato livello di investimenti».

Federica Macchia

https://metropolitanmagazineitalia.blog/2017/06/06/la-cordata-ancelormittal-e-marcegaglia-si-aggiudica-lilva-per-18-miliardi-proteste-per-gli-esuberi/

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