Il panorama musicale è pieno di brani intitolati “the End” o che contengono semplicemente la parola “End” nel titolo, la maggior parte di essi rappresenta un componimento triste, introspettivo, a volte perfino angosciante; ovvio, altrimenti non si parlerebbe della “fine” di qualcosa o qualcuno!

Sebbene ci si possa fare un concept album (ma anche più di uno) ho deciso di sceglierne giusto 5, pensavate che ci sarebbe stata anche The End dei Doors?
This is the end (du-du-dumm) my only friend, the end? E invece non c’è e non c’è nemmeno quella dei Linkin Park!

Ma ci sono queste qua:

Blur – To The End

Ad un certo punto della loro carriera, esattamente quello di Parklife del 1994, i 4 pazzi londinesi creano una canzone raffinata e romantica in cui Damon duetta con la francese Laetitia Sadier, raccontando il difficile epilogo di una storia d’amore che non trova soluzione: ne viene fuori un pezzo davvero di classe grazie anche ad un accompagnamento orchestrale che rende tutto più elegante.


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My Chemical Romance – the End

Nonostante si parli della fine è il brano che apre il disco The Black Parade: il giovane protagonista, ormai prossimo alla morte, presenta l’album come una serie di ricordi della sua vita che saranno poi le tracce seguenti. Tutto perfettamente in stile “emo” ma l’album è tra i migliori usciti in quegli anni e the End apre la parata in modo a dir poco epico!


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R.E.M. – It’s the End of the World as We Know It (And I Feel Fine)

Pirotecnico singolo estratto dall’album Document del 1987, racconta in maniera delirante gli attimi prima della fine del mondo e le reazioni della gente; nasce da un sogno (ma non mi dire!) che fece Michael Stipe in cui tutti gli invitati ad una festa avevano come iniziali L e B (e infatti Lenny Bruce is not afraid!).
Nel 1994 Luciano Ligabue ne fece un’ottima cover mantenendo lo stile nonsense originario.


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Placebo – Bitter End

Proprio all’apice della loro carriera e delle loro vendite c’è il singolo the Bitter End, dall’album Sleeping With Ghosts del 2003, dove Brian Molko dà voce all’ennesimo amore malato e sfortunato in cui due ipotetici amanti si danno appuntamento, ma pare più una minaccia, per un finale amaro. Ruvido e decadente glam rock.


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Skeeter Davis – The End of the world

Chiudiamo con una delle canzoni più belle e tristi della storia. Nel 1962 la cantante country americana Skeeter Davis interpreta questa struggente lettera d’amore, sotto forma di ninna nanna, in cui una donna si domanda perché il mondo si ostini ad andare avanti se il suo amore non esiste più, “Don’t they know it’s the end of the world, It ended when you said goodbye..”.

 

 

 

MIRO PATERNO’

http://metropolitanmagazineitalia.blog/?p=577575-canzoni-che-hanno-a-che-fare-con-the-end

 

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