In Sardegna è allarme siccità, soprattutto nelle zone della Nurra e del Sulcis Iglesiente. Continua a non piovere e le ricadute più gravi, per il momento, si fanno sentire sulla produzione agricola, che Coldiretti stima inferiore del 40% rispetto allo scorso anno. Una crisi idrica che preoccupa in vista della stagione estiva, ormai alle porte, quando il fabbisogno d’acqua subirà un’impennata per l’afflusso dei turisti. Ma la siccità porta anche delle sorprese, come un sito archeologico che riemerge dal bacino del fiume Temo.

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Foto/Sardegnaoggi.it

È la primavera più secca degli ultimi vent’anni nell’area della Nurra: siamo a Nord Ovest di una delle isole più belle, quella sarda, in un’area agricola pianeggiante, indicata come “sub-regione storica”, che si estende nel quadrilatero compreso fra Alghero, Sassari, Porto Torres e Stintino, tra il golfo dell’Asinara a nord-est, il mar di Sardegna ad ovest, dal Riu Mannu a est e dai rilievi del Logudoro a sud-est. Non tutti la conoscono così bene da ricordarsene i confini, ma i sardi sanno quanto questo territorio sia importante per la loro produzione agricola, per la tutela del loro territorio e della sua biodiversità.

E in questa parte d’Italia, come in tutta l’isola, continua a non piovere e i principali corsi d’acqua sono a un terzo dei volumi normali.

Un situazione e un fenomeno, quelli della siccità, che non sono però nuovi da queste parti, come ricorda il direttore della Coldiretti Sassari e Gallura, Ermanno Mazzetti:

“Il fenomeno della siccità in Sardegna è un fenomeno ciclico, che non risparmia nessun distretto consortile. Quest’anno l’assenza di precipitazioni si è concentrata sulla Nurra e le riserve d’acqua dei tre bacini più importanti sono in continua diminuzione. Per trovare dei dati peggiori a quelli attuali bisogna tornare al triennio 1998/1999/2000 quando i volumi oscillavano tra i 28 e i 17 milioni di metri cubi”

La situazione peggiore si registra nel Sulcis Iglesiente, a Sud Ovest, dove, scrive l’Unione Sarda, gli indicatori di stato oscillano tra l’allerta e l’emergenza, perché l’acqua qui scarseggia ancora di più: il volume invasato (quello contenuto tra le soglie minima e massima dei serbatoi) non va oltre il 45,62%, ancora peggio del 68,55% del Nord Ovest. Lo scrive il quotidiano regionale, che lancia l’allarme anche per i bacini artificiali.

Le conseguenze, per il momento, riguardano soprattutto agricoltori e allevatori.

“Stiamo vivendo un’annata disastrosa caratterizzata da fenomeni climatici opposti, nel periodo invernale ci sono state pochissime precipitazioni e le nevicate che hanno permesso agli altri bacini di rigenerarsi non hanno interessato la Nurra mentre in primavera le gelate notturne hanno generato escursioni termiche di oltre venti gradi che hanno bruciato le colture. La siccità sta soffocando sia la produzione agricola sia il comparto zootecnico: oltre al calo nella produzione del latte gli allevatori fanno fatica a trovare il foraggio per il bestiame”.

Battista Cualbu, presidente di Coldiretti Sassari

Coldiretti parla di un calo della produzione agricola pari al 40%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: cereali, carciofi, mais ed erba medica sono le colture maggiormente a rischio. E gli allevatori faticano a dare da mangiare agli animali.

Ma, se si dovesse continuare in questa direzione, è facile prevedere problemi anche per la produzione estiva: senza l’acqua sufficiente, si potrebbe perdere una parte ingente di colture da raccogliere proprio nel periodo estivo, con perdite economiche insostenibili.

Senza contare che la bella stagione è il periodo in cui ogni anno si riversano tantissimi turisti in Sardegna: tante persone in più vuol dire anche un aumento del consumo di acqua, a cui bisogna far fronte, vista l’importanza del turismo per la regione.

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Dunque un quadro preoccupante. Ma dal quale arriva anche una sorpresa: riemerge, causa siccità, un sito archeologico un tempo sommerso, ospitato dall’alveo del fiume Temo, che scorre nelle province di Sassari e Oristano. Nonostante quello che rappresentano, le immagini dei reperti sono senza dubbio affascinanti, come tutti i tesori nascosti quando emergono alla luce del sole.

Federica Macchia

https://metropolitanmagazineitalia.blog/2017/06/07/sardegna-la-siccita-che-preoccupa-agricoltori-e-allevatori-e-fa-riemergere-un-sito-archeologico/

 

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