Sara D’Uva con la sua prima mostra personale, The Unseen, guida lo spettatore in un percorso tra il reale e l’immaginario, il visibile e l’invisibile, tra l’apparenza e l’essenza.

Fino al 23 giugno a Roma, negli spazi dell’Associazione Operatori Culturali Flaminia 58 – Galleria Bruno Lisi, sarà in mostra il progetto The Unseen di Sara D’Uva. The Unseen è un progetto che nasce, oltre che dal suo backround creativo, da un’esperienza personale dell’artista in Amazzonia dove gli alberi maestri e gli spiriti della foresta l’hanno ispirata portandola a produrre questa mostra che è un regalo che fa allo spettatore stimolando i suoi sensi e portandolo oltre quello che ritiene visibile.

18404199_1363201400440080_8424475106145130791_oÈ proprio dalla Foresta Amazzonica e dalla cultura sciamanica che nasce e si sviluppa The Unseen: gli alberi maestri e gli spiriti diventano i protagonisti delle foto e dei video esposti.

Nei lavori di Sara D’Uva, art director e fotografa, si scopre una realtà diversa ma né alterata né modificata dal digitale. Bensì, una realtà vista da una prospettiva diversa, interiore e indagata con semplici trucchi come il riflesso effetto specchio dell’immagine.

È questo modo di vedere la realtà e riportarla nei suoi lavori che permette allo spettatore di “riconoscere gli spiriti della foresta, figure misteriose che sono l’epifania di una vita che c’è anche se sfugge ai 5 sensi”.

L’artista mira ad agganciare lo spettatore ponendolo davanti a scenari misteriosi che non lo disorientano ma lo agganciano essendo “riconoscibili ma non familiari”. Un effetto che è possibile perché il punto di partenza alla base dei suoi lavori nasce e deriva dalla realtà per poi scoprire l’altro, il mistero, quello che l’occhio non è abituato a vedere.

L’artista si fa tramite in questo percorso guidando lo spettatore e mostrandogli quello che c’è ma che non è abituato a vedere.

La mostra The Unseen, fino al 23 giugno all’AOCF58 – Galleria Bruno Lisi, esplora la realtà nascosta all’occhio umano che l’artista Sara D’Uva fa scoprire ai suoi spettatori attraverso l’obiettivo fotografico. Una serie di lavori, da foto a video, che attraversano gli estremi della vita, il razionale e il logico: l’uno la negazione dell’altro ma insieme scoperta di una nuova realtà.

 

Micol Trua

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