Lo stadio è ormai pieno, le persone sedute osservano con profonda attenzione la partita in corso, emozionandosi e tifando a squarciagola per la propria squadra preferita: non stiamo parlando di calcio o di un qualsiasi altro sport canonico, bensì di uno dei tanti eventi dedicati al videogame di turno. Al giorno d’oggi assistere ad uno scenario del genere non è certo raro, anzi potremmo dire che fan parte della quotidianità, fan parte della nostra società. Il videogioco negli ultimi anni è passato dall’essere un semplice passatempo per bambini ad un vero e proprio stile di vita, facente parte della nostra cultura e, in alcuni casi, divenendo di pari importanza agli sport più famosi, situazione particolarmente visibile nei paesi orientali, in particolar modo la Corea ed il Giappone.

Marco Accordi Rickards, direttore di Vigamus – The Video Game Museum of Rome e docente di Teoria e critica delle opere multimediali interattive afferma, in una sua lettera, che il videogioco è un medium proprio come la letteratura, il teatro, il cinema o il fumetto, ha una storia che risale al 1958 ed è studiato da decenni in numerose università di tutto il mondo, è considerato forma espressiva di autori ed artisti che nulla hanno da invidiare ad altri che, per veicolare il loro pensiero e la loro visione del mondo, hanno scelto diverse modalità. Il videogioco quindi è da considerarsi un’opera multimediale interattiva, non è migliore o peggiore di un film, è solo diversa.

Ma come è nato il videogioco? Come è evoluto nel corso del tempo e cosa è divenuto esattamente oggi? Quello di cui discuteremo in questa breve serie di articoli tenterà di dare risposte a tali domande, tratteremo non solo la storia del videogame e la sua evoluzione ma tenteremo di comprendere anche come questa cultura abbia preso piede nella nostra società, come tali usi siano praticati nel mondo e come questi potrebbero evolvere nell’immediato futuro!

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Quello che oggi sembra tanto esser la normalità nella vita di grandi e piccini non ha certo una lunga storia alle proprie spalle, si tratta anzi di un fenomeno in forte espansione soltanto da pochi decenni, soprattutto grazie all’avanzare della tecnologia che porta nelle nostre case dispositivi sempre più potenti quali console, computer o anche solo telefonini e tablet. Ma come ebbe inizio tutto ciò? Non è facile individuare quale sia la data precisa della nascita dei videogiochi, c’è chi sostiene che essa ha inizio con le prime slot machines e dei flipper, chi invece sostiene che i primi videogiochi furono Nimrom (1951) o OXO (1952), tuttavia è più consono fare riferimento al 1958, data in cui Willy Higinbotham trasformò un oscilloscopio in un gioco dove comandare un pallino luminoso tramite pulsanti, simulando i rimbalzi di una pallina su un campo da tennis.

Il nome di questo primo videogioco fu Tennis for Two, quello che oggi ci sembra un gioco fatto male, banale e che mai potrebbe attirare alcun tipo di pubblico in passato fece molto scalpore, tant’è che negli anni successivi ne furono ideati molti altri a tema anche molto simile, in particolare vi furono Spacewar (Steve Russel 1962), Computer Space (Nolan Bushnell 1970) ed Odyssey (Magnavox 1973). Solo nel 1972 Bushnell, copiando il gioco del ping-pong prodotto dalla Magnavox, creò la Atari e quello che alcuni considerano il primo videogioco della storia: Pong. Al contrario degli altri prodotti realizzati sino ad ora esso non aveva bisogno di istruzioni in quanto era molto semplice, questo gli garantì un grande successo commerciale negli USA con oltre 38.000 vendite.

Nel 1974 Atari entrò nel mercato delle console domestiche con Home Pong, di cui vennero vendute ben 150.000 unità e questo portò molti altri produttori ad entrare nel mercato delle console domestiche. Tuttavia nel 1976 vi fu la prima grande controversia nel mondo dei videogiochi, infatti Death Race della Exidy fece molto parlare di se a causa della violenza gratuita presente all’interno di tale videogioco, infatti lo scopo era di investire dei gremlims del tutto somiglianti a dei pedoni. Questo episodio fu l’esordio di quella diffidenza che l’opinione pubblica riversa nei confronti dell’ambito videoludico, una diffidenza che non ha mai cessato d’esistere e che tutt’ora accende numerosi dibattiti su diverse questioni inerenti questo mondo.

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Nel 1977 Atari presento l’ Atari 2600, una console programmabile con videogiochi su cartuccia, già visto in precedenza della Channel F di Fairchild, sebbene quest’ultima ebbe molto meno successo. Tale sistema consentiva di produrre e commercializzare cartucce aggiuntive con giochi sempre nuovi. L’anno successivo Atari lanciò la Video Computer System, anch’essa col medesimo sistema a cartucce ed anche questa volta dominò il mercato grazie ad una politica commerciale molto influente ed una vasta gamma di giochi a propria disposizione.

Nel 1978 ebbe inizio l’età d’oro, nonostante tale nome essa rappresentava un periodo di forte crisi nel mercato videoludico a causa dei troppi concorrenti che si misero in gioco nel commercio delle console, tutte più o meno simili e con giochi pressoché identici, per tale ragione molte aziende chiusero i battenti ed una delle poche che riuscì a non soccombere fu, ovviamente, Atari. Nonostante ciò in tale periodo venne proposta ai videogiocatori un’amplia gamma di giochi,  fra cui sempre nel ’78 la pubblicazione di Space Invaders (Taito) e Asteroids (Atari). Questa età d’oro fu caratterizzata dalla nascita di numerose sala giochi in tutto il mondo e proseguì sino a metà degli anni ottanta. Pochi anni dopo, grazie all’ingegno dei giapponesi, vennero pubblicati i primi giochi a colori che tutt’oggi fanno da icona al mondo videoludico, fra cui Pac-Man (Namco) e Mario, la cui prima apparizione avvenne nel 1981 nel gioco Donkey Kong (Nintendo).

Tutto ciò lo si potrebbe definire il glorioso inizio di una cultura che troverà spazio sempre maggiore nella società in cui viviamo, una cultura sempre più presente e costante nella vita di ognuno di noi e che, specialmente le nuove generazioni, vivono con intensità sempre maggiore rispetto al passato. Ma come è evoluto tutto ciò? A cosa siamo arrivati oggi e quali sono le prospettive per il futuro? Lo scopriremo insieme nei prossimi articoli!

Mastria Pasquale

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