Scuole aperte tutto l’anno, estate compresa. È il progetto che sta mettendo a punto il Ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, dopo aver ricevuto centinaia di richieste da parte dei genitori.

Tra ieri venerdì 9 giugno, e oggi sabato 10 giugno, milioni di alunni di ogni ordine e grado stanno salutando l’anno scolastico. C’è chi proseguirà in vista degli esami di Stato, chi attenderà il grande passo con gli esami di terza media, chi ancora sarà chiamato a recuperare debiti formativi. Per tutti gli altri, invece, si apre il capitolo vacanze finché il Ministero dell’Istruzione vorrà, perlomeno. È al vaglio l’idea del Ministro Fedeli che sta iniziando ad intavolare le trattative e buttar giù un disegno di legge.

Una prima bozza potrebbe essere pronta dopo l’estate in modo da essere annunciata ufficialmente all’inizio del prossimo anno scolastico.

In realtà esiste già una direttiva del Ministero dell’Istruzione datata 1997 che prevedeva scuole aperte anche d’estate. Ma è rimasta inattuata, tranne in alcuni istituti dove sono in corso progetti specifici. Quasi dieci anni fa Francesco Rutelli, allora Ministro dei Beni Culturali, provò ad affrontare la questione da un’ottica diversa, proponendo una diversa distribuzione delle vacanze. Nel 2013 l’allora premier Mario Monti presentò una bozza che prevedeva la chiusura degli istituti per un solo mese, progetto che rimase, però, solo sulla carta. Nel 2015 l’ultimo a provarci fu il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

Oggi la Ministra Fedeli rilancia il progetto, ma la strada è in salita tra le resistenze dei professori e il nodo contenuti. Molte le levate di scudi contro questo tipo di provvedimento.

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Il Ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli (fonte: http://www.huffingtonpost.it)

Lo scoglio principale è rappresentato dai professori. C’è chi si trova concorde, come Mario Rusconi, Vicepresidente dell’Associazione nazionale presidi: “I bidelli lavorano in estate, gli addetti alla segreteria e i presidi anche. Per garantire una vera assistenza agli studenti sarebbe necessario rimodulare l’orario di servizio degli insegnanti e prevedere un impiego dei giovani precari. Da questo dipende la possibilità di riempire di contenuti le scuole che già comunque sono aperte”, spiega.

Ma attenzione. Il ruolo della scuola non va confuso con la funzione di assistenzialismo, ovvero, l’istituzione scolastica non può sostituirsi a quella “genitoriale” o di altri enti che offrono un “appoggio” per i propri figli. Lo afferma Pino Turi, segretario generale della Uil scuola: “Per noi quello che conta è tenere ben distinta l’assistenza dalla scuola vera e propria. Sono due funzioni distinte. Dal mio punto di vista la scuola non è un servizio assistenziale e sociale ma una funzione dello Stato molto precisa che attiene alla formazione degli studenti. La scuola forma i bambini, non li assiste”.

Altro contenuto è anche la preoccupazione di alcuni genitori. “Non vogliamo che le scuole diventino un parcheggio”, spiega Rosaria Danna, presidente dell’Age, Associazione italiana genitori. Il timore è anche un altro, secondo Angela Nava Mabretti, Presidente del Coordinamento Genitori Democratici: “Se le scuole restano aperte e a farsene carico sono le associazioni in convenzione come già avviene in molti casi, il rischio è che tutto questo ci porti in una giungla. È necessario che si stabiliscano delle regole su chi e come può occuparsi degli studenti. Ci devono essere linee guida chiare per evitare che si creino spiacevoli incidenti”.

 

Patrizia Cicconi

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