Francia di nuovo al voto con il primo turno delle elezioni legislative, quelle che eleggono l’Assemblée Nationale. Secondo le prime proiezioni, elaborate dall’istituto Elabe per BFM TV, è boom per partito En Marche! del presidente Emmanuel Macron. Con un bottino che si aggira tra i 415 e i 445 seggi e che dovrebbe garantirgli una maggioranza più che netta. Peggior risultato della storia per il Partito Socialista e crollo del Front National di Le Pen. Astensionismo da record: 50,2%.

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Emmanuel Macron saldamente En Marche!

In pochi campi come la politica conta tanto saper comunicare, quello che si dice e come lo si dice. Eppure a volte, i numeri riescono a parlare da soli.

È il caso delle prime proiezioni delle elezioni legislative francesi, quelle che rinnovano i 577 deputati dell’Assemblée Nationale, con uno scrutinio uninominale maggioritario a due turni: ognuna delle 577 circoscrizioni in cui è diviso il paese elegge un parlamentare. Proiezioni che suggeriscono una vittoria netta per il presidente Macron, eletto appena un mese fa con il 66,1% delle preferenze.

Le proiezioni dell’istituto Elabe, dunque, vedono in testa proprio En Marche!, il partito del presidente della repubblica francese, con il 32,6% dei voti e quindi un totale di seggi che si aggira tra un minimo di 415 a un massimo di 445. Il secondo partito è quello dei Republicains: a loro il 20,9% dei voti e un numero di seggi compreso tra 80 e 100. Seguono poi il Front National con il 13,1%, la France Insoumise (sinistra radicale) con l’11% e il Partito socialista con il 9%.

Sebbene non siano che le prime proiezioni, il quadro che tracciano è chiaro: Macron avrà una maggioranza abbondante all’interno dell’Assemblea Nazionale, il cui nome deriva dalla Rivoluzione francese del 1789, la camera più importante del sistema bicamerale d’oltralpe, quella in cui il governo ha bisogno di una maggioranza. In queste condizioni il giovane presidente potrà guidare il paese senza doversi preoccupare troppo dell’opposizione.

Per En Marche! vale il discorso fatto per l’elezione di Macron a maggio: il partito ha ricevuto molti voti, ma con un tasso di astensionismo record (il 50,2%, mai così alto nella Quinta Repubblica). Dunque la vera sfida sarà quella di fare bene e convincere il popolo francese che questo partito può governare a nome di tutti. Esattamente come il suo presidente. che, nelle parole di Christophe Castaner, portavoce del governo, all’emittente tv France 2, è «felice» e «al lavoro» dopo i risultati.

Crollano Front National e Partito Socialista

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foto: Sole24ore

Fin qui le considerazioni sul successo elettorale di En Marche!. Ci sono poi i partiti che escono maggiormente sconfitti da questo primo turno elettorale.

Iniziamo dal Front National di Marine Le Pen, il partito che considerava un risultato negativo non arrivare a 15 deputati per poter formare un gruppo parlamentare: dalle prime proiezioni ne otterrebbe fra 1 e 4.

Il segretario del Front National, Nicolas Bay, è stato eliminato al primo turno delle elezioni legislative nella sesta circoscrizione della Seine-Maritime, ottenendo solamente il 22,78%.

Marine Le Pen, nella circoscrizione del nord in cui ha fallito due volte l’elezione in passato, affronta in posizione di forza (45%) il ballottaggio contro l’avversaria di En Marche!, Anne Roquet, che ha ottenuto circa il 20%.

Infine il Partito socialista, alle prese, in questo primo turno, con il peggior risultato della sua storia. Potrebbe ottenere un numero di seggi fra 20 e 35 all’interno dell’Assemblea nazionale. Jean-Christophe Cambadelis, il segretario, eliminato anche lui al primo turno nella 16/a circoscrizione di Parigi, in cui si era candidato, ha ammesso la sconfitta “senza precedenti” e ha lamentato l’avvento di un Parlamento “quasi senza opposizione” e ha aggiunto, a proposito dei risultati di En Marche!, ha detto:

«Non è sano né auspicabile che un presidente che è passato con solo il 24% al primo turno delle presidenziali e che ha vinto solo per il rifiuto dell’estrema destra, benefici del monopolio della rappresentazione nazionale. Sarebbe una contraddizione democratica che peserebbe su tutti gli atti del suo quinquennato». Jean-Christophe Cambadelis, segretario Partito socialista francese

Benoit Hamon, il candidato socialista alle presidenziali, è stato eliminato fin dal primo turno nella circoscrizione delle Yvelines, vicino a Parigi. Ha fatto personalmente l’annuncio. Aveva vinto le primarie socialiste puntando sul progetto di un “reddito universale” per i francesi.

Federica Macchia

https://metropolitanmagazineitalia.blog/2017/06/12/francia-secondo-le-proiezioni-e-boom-del-partito-en-marche-di-macron-alle-elezioni-legislative/

 

 

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