Un Nadal da 10 e lode vince il suo decimo titolo al Roland Garros senza lasciare nemmeno un set ai suoi avversari durante tutto il torneo. Non ha mai concesso niente, mai sbagliato atteggiamento, è stato superiore in tutto. Uno degli exploit più straordinari nella storia del tennis che proietta Rafa direttamente nell’Olimpo delle leggende di questo sport.

Monsieur Roland Garros, come è stato presentato dallo speaker al momento dell’ingresso in campo, è riuscito nell’impresa di alzare per la decima volta la Coppa dei Moschettieri dominando una finale a senso unico contro lo svizzero Stan Wawrinka (6-2, 6-3, 6-1). Stanimal ci ha provato in tutti i modi, ma non c’è stato proprio verso. Il livello di gioco espresso dal fuoriclasse spagnolo è stato semplicemente irraggiungibile, ieri pomeriggio avrebbe potuto dominare qualsiasi avversario si fosse trovato davanti.

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A Parigi, il mancino di Manacor aveva trionfato consecutivamente dal 2005 al 2008 e poi dal 2010 al 2014. Dopo quell’ultimo trionfo due anni complicati, problemi familiari per la separazione dei genitori, crisi d’ansia, un ginocchio malconcio e dolori al polso che non hanno smesso di tormentarlo. In molti, senza neanche nascondersi troppo, lo davano per finito. Anche Rafa qualche dubbio deve averlo avuto. Lontano dalla posizione numero 1 del ranking, fuori dal torneo che più di tutti ama. Prendersi tempo per recuperare è stata la scelta più difficile, ma anche la più giusta per il maiorchino. Ha deciso di fermarsi per poter permettere al suo corpo di tornare alla forma migliore. Perché Nadal sano dal punto di vista fisico diventa anche uno dei giocatori più forti a livello mentale. Accanto allo storico zio Toni, ha inserito nel suo team un altro maiorchino doc come Carlos Moyà che ha apportato un plus negli allenamenti quotidiani. Più veloce che mai di gambe, ha recuperato a pieno regime quel drive che tanto lo aveva contraddistinto e che è il termometro del suo gioco.  Il ritorno in campo nel 2017 è stato di quelli che faranno storia. Finalista agli Australian Open ( si è piegato a Roger Federer solo al quinto set di una delle finali più belle ed emozionanti di sempre) e a Miami ( sconfitto sempre da re Roger), la stagione sulla terra rossa è stata semplicemente perfetta con i trionfi a Monte Carlo, Barcellona (dove gli hanno addirittura intitolato lo Stadio Centrale), Madrid e ora Parigi.

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Già da oggi tornerà numero 2 del mondo, davanti a lui solo lo scozzese Andy Murray. Quello conquistato ieri è il quindicesimo titolo in uno Slam. Uno in pìù di un certo Pete Sampras. Tre in meno di Roger Federer che di Slam ne ha vinti 18. Un Nadal così, però, non può di certo porsi limiti

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