L’Italia, superato agevolmente il Liechtenstein, si proietta al futuro.

Ventura ha dimostrato il suo valore e, grazie ad un duro lavoro, è riuscito nel tempo a convincere molti diffidenti. L’impresa presentatagli davanti era ardua; il difficile compito era non solo quello di sostituire un tecnico come Conte, capace di far tornare ad emozionare gran parte degli italiani, ma anche di rinnovare una nazionale ormai troppo avanti con l’età.

E allora dentro Belotti e Immobile, Bernardeschi, Pellegrini, Spinazzola, Donnarumma e tanti altri giovani talenti italiani.

LAPR1354-172-kf4C-U170830320697cCC-620x349@Gazzetta-Web_articoloI due centravanti azzurri: Immobile e Belotti (Foto LaPresse).

Nonostante i grandi risultati ottenuti dal ct però, a causa del ranking FIFA, l’Italia resta in una situazione complicata: ritrovatasi infatti al 17° posto del suddetto ranking al momento dei sorteggi per le qualificazioni ai Mondiali, è stata inserita nel girone della Spagna (testa di serie). Ed è proprio contro le Furie Rosse, in una difficile trasferta nella penisola iberica, che si deciderà il destino degli azzurri.

L’Italia è a pari punti con la selezione del ct Lopetegui ma, in virtù di una peggior differenza reti (-4, dopo aver inoltre già incontrato due volte il Liechtenstein a differenza della Spagna), sarà costretta a vincere al Santiago Bernabeu il 2 settembre prossimo per guadagnarsi il primato momentaneo nel girone. Con il secondo posto, che garantisce solamente i play-off, la partecipazione al prossimo Mondiale sarebbe infatti a rischio: ci si giocherebbe tutto in un incontro, andata e ritorno, con una delle otto migliori seconde (dei nove gironi di qualificazione).

E qui c’è allora da chiedersi quanto sia affidabile e veritiero un ranking che mette in serio dubbio la presenza ai Mondiali di una nazionale quattro volte Campione del Mondo.

Il ranking FIFA attualmente tiene conto di tutte le partite ufficiali giocate da una nazionale negli ultimi quattro anni, ma considera più rilevanti gli incontri più recenti. Il punteggio è calcolato in base a diversi fattori: risultato finale, importanza della sfida (dal livello più basso: amichevoli, al più alto: fase finale dei mondiali), forza degli avversari (in base al ranking), forza della confederazione di appartenenza (valutata tramite il numero di vittorie nelle ultime tre edizioni della Coppa del Mondo).

Il problema sorge già quando, ad esempio, per determinare il nuovo ranking ci si basa su quello precedente (vedi: forza degli avversari in base al ranking).

Ma non solo: è assolutamente inconcepibile che nazionali come Romania, Galles e Belgio si trovino tra le teste di serie a svantaggio di ben più importanti selezioni come quella italiana e francese. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: gironi di ferro da una parte (per la stessa Spagna, costretta a giocarsi il posto con l’Italia) e gironi di “seconda fascia” dall’altra.

Il rischio di ritrovare al Mondiale in Russia del 2018 la Serbia, la Polonia e la Svizzera, e di non vedere invece l’Italia, la Francia o l’Olanda, è più concreto di quanto si possa pensare.

E allora la FIFA un paio di domande dovrebbe pur farsele.

Articolo di Luca Fiorelli.

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